iOS-9-Featured-800x500

Ios 9 prime impressioni

Posted on Posted in Blog, Mac Os x, Sistemi operativi

maxresdefaultA distanza di due anni dal rilascio di iOS 7, che ha completamente rivoluzionato l’esperienza d’uso dei dispositivi mobile Apple, e a seguito dei tanti tweak che hanno caratterizzato iOS 8 e fatto di esso un sistema operativo sostanzialmente maturo, ecco la nuova major release che continua il lavoro cominciato in precedenza; in questo caso non ci sono veri e propri stravolgimenti, piuttosto un sapiente miglioramento delle funzioni presenti di default unito ad alcune interessanti novità che rendono l’utilizzo molto più semplice e sotto certi versi moderno.

PARLA CON ME

Tim Cook ha portato alla filosofia aziendale e di come la maggiore apertura nei confronti dell’utenza non possa che rendere migliore un software che è già considerato egregio; ebbene i passi fatti in questa direzione sono molteplici e si traducono in un’esperienza d’uso che pian piano sta abbandonando quella semplicità che ha caratterizzato finora il sistema operativo, per approdare verso lidi che sicuramente sono sotto certi aspetti più macchinosi ma anche più completi. Il primo esempio pratico può essere Siri, l’assistente virtuale di Apple, che con il passare del tempo sta guadagnando sempre più funzioni di cui la più interessante è quella denominata Proactive: in sostanza è quello che Google Now fa sui dispositivi Android, presentare informazioni utili nel momento opportuno. Al collegamento di un paio di auricolari, ad esempio, il telefono impara le nostre abitudini e fa automaticamente partire la playlist preferita nel caso in ci si rechi a fare jogging, oppure nella schermata di blocco spunta nell’angolo inferiore sinistro l’icona di un’applicazione che usiamo di solito ad un determinato orario. In caso di traffico appare un pop-up e viene consigliato di partire in anticipo per non rischiare di arrivare tardi ad un appuntamento, mentre ricevendo un invito Siri lo aggiunge automaticamente al calendario; sono tutte novità che non stravolgono il modo in cui si interagisce con lo smartphone, ma sono comunque molto utili per fornire informazioni veloci senza che l’utente abbia la necessità di eseguire alcuna azione. Google Now, in confronto, è molto più completo rispetto a quello che può fare il sistema operativo di Apple, ma mentre il primo necessità di una connessione ad internet per inviare i dati ed elaborare sui propri server le informazioni, l’assistente made in Cupertino esegue tutti i calcoli in locale sul telefono, cosa che verrà apprezzata da coloro che reputano importante la privacy e non vogliono condividere informazioni personali con la casa di Mountain View.

RICERCA

Probabilmente la funzione che più di tutte si nota in questo aggiornamento è legata al deep linking nelle app, che tradotto in lingua umana significa l’avvento della ricerca universale: grazie alle nuove API a disposizione degli sviluppatori adesso è possibile trovare facilmente un qualsiasi contenuto senza dover necessariamente aprire ogni applicazione. Alla sinistra della prima pagina nella springboard, infatti, è presente la sezione dedicata a Spotlight, rimossa con l’avvento di iOS 7, ora reintrodotta e potenziata con i suggerimenti; la prima fila di contenuto è riservata ai contatti e mostra coloro che Siri ritiene siano utili in quel momento, in base alle nostre abitudini che impara col tempo a comprendere. Se ogni giorno alle 15 si chiama la moglie, ecco che a quell’ora apparirà la foto della dolce metà con la possibilità di effettuare direttamente la telefonata, oppure in caso di appuntamento con qualcuno ecco la loro icona comparire tra le scelte. Lo stesso comportamento è riservato alle applicazioni: si trovano subito sotto la prima fila di contatti, che vengono visualizzate in base a quello che eseguiamo nel corso della giornata. Infine vi sono le news che vengono pescate tra quelle più importanti da alcuni grandi siti, di solito Repubblica.it, Corriere.it e LaStampa.it.

COMODITÀ

Il vero cavallo di battaglia, comunque, è la barra posta in alto che permette di eseguire ricerche universali perfino all’interno delle app: se si vuole trovare il contenuto di una nota basta digitare il termine appropriato ed ecco comparire il risultato, allo stesso modo per scovare un podcast che magari vi siete persi basta inserire una parola chiave per avere immediatamente una lista di episodi che trattano di uno specifico tema. Aprendo l’applicazione si nota l’altra grande novità, ossia la piccola scritta posta in altro a sinistra che consente di tornare immediatamente alla schermata precedente senza passare dal menu di multitasking; è una funzionalità tanto semplice quanto utile, dato che si può velocemente controllare un link inviato via iMessage per poi tornare alla discussione. La maggior parte di queste feature sono comandate proprio da Siri, che oltre alle classiche migliorie in fatto di riconoscimento vocale e aumento di velocità, ha imparate anche qualche nuovo comando: è possibile richiedere all’assistente di mostrare le foto della vacanza alle Hawaii, oppure di farci ascoltare le migliori hit del 1990. Si tratta, in parole povere, di tutta una nuova serie di utilità che vanno a semplificare di molto la fruibilità del sistema operativo velocizzando molte operazioni comuni che prima richiedevano una lunga serie di passaggi; da notare, comunque, che il discorso è stato semplificato e ridotto all’osso per non perdersi in una lunga e complicata analisi tecnica che non interessa alla quasi totalità delle persone fintanto che il tutto funzioni bene.

APP DI SISTEMA

Vediamo, ora, gli aggiornamenti che Apple ha introdotte nei propri software installati di default, cominciando dalle Note, che hanno subito un restyling non da poco: rispetto alle versioni precedenti, concepite come semplice notepad in cui inserire qualche testo, ora si ha finalmente la possibilità di creare qualcosa di molto più utile e completo. Intanto le opzioni di formattazione sono state ampliate e si può finalmente inserire elenchi numerati o puntati, inoltre ogni tipo di contenuto può essere aggiunto tramite il bottone condivisione, quindi da una qualsiasi applicazione basta selezionare il menu share per creare un foglio su cui poter inserire immagini, registrazioni, sketch, mappe, PDF, link o video per un’esperienza che finalmente supera la sufficienza. Non fatevi illusioni, non siamo di fronte al nuovo Evernote e difficilmente si raggiungeranno vette di tale importanza, ma comunque grazie alle nuove funzionalità e alla sincronizzazione tramite iCloud si rivela un ottimo metodo per scribacchiare alla veloce una nota. Safari, dal canto suo, non ha goduto di tantissima esposizione mediatica durante il keynote ma ha saputo imporsi grazie ad una novità che ha scatenato il panico in moltissimi siti di tecnologia, stiamo parlando ovviamente dei Content blocker di terze parti. In sostanza tramite l’installazione di add-on scaricabili dallo store si può eliminare alcuni elementi dai siti web, in genere pubblicità o altri script che utilizzano troppi cicli della CPU che consumano inutilmente batteria; innegabilmente si tratta, quindi, di un metodo per velocizzare tantissimo la navigazione su internet che permette di risparmiare anche un bel po’ di dati, visto che per ogni pagina caricata si può tagliare anche del 70% il consumo totale di banda. La barra di ricerca ha pure lei subito un upgrade a livello di feature grazie all’integrazione di Siri, che ora consente di consultare il meteo o eseguire semplici calcoli senza lasciare la pagina web su cui ci si trova. Per quanto riguarda le email, l’applicazione omonima ha ricevuto un piccolo aggiornamento con la funzione Markup, la quale permette di annotare o firmare un PDF per poi spedirlo velocemente; Mappe, invece, integra una serie di icone per trovare velocemente un locale o qualsiasi altro esercizio commerciale nelle vicinanze.

Il tablet targato Apple riceve tre nuove interessanti funzioni legate alla produttività: Slide Over, Split View e Picture in Picture. La prima permette di richiamare velocemente un’applicazione nella parte destra del display senza la necessità di chiudere quella primaria; Split View, disponibile solo su iPad Air 2, rende possibile l’esecuzione di due app in contemporanea ognuna con il proprio spazio sullo schermo. Picture in Picture, invece, riduce un video in una finestrella che può essere trascinata liberamente ovunque e senza alcuna interruzione.

PERFORMANCE, BATTERIA E CONCLUSIONI

In generale iOS 9 su un iPhone 6 si comporta molto bene con soltanto poche incertezze durante le animazioni, rispetto gli anni scorsi sicuramente un bel passo avanti che certifica la bontà svolto dai programmatori; nonostante Proactive, che per forza di cose dev’essere sempre attivo, il consumo di batteria è rimasto invariato e la cosa è resa possibile da alcune ottimizzazioni effettuate al codice sorgente che rendono il sistema operativo più intelligente nell’utilizzo delle risorse a disposizione. Se le cose si mettono male, allora basta attivare la modalità di risparmio energetico, che agendo sulle prestazioni della CPU e GPU, sugli effetti visivi, la connessione internet e altri parametri, può fornire ulteriori 3 ore di durata che in talune situazioni possono fare la differenza. Le notifiche rimangono sostanzialmente invariate, anche se adesso ogni applicazione può utilizzare la funzione di risposta rapida, mentre prima era qualcosa riservato soltanto ai messaggi, e vengono suddivise nel Centro Notifiche in ordine cronologico; Musica e Podcast hanno ricevuto soltanto un restyling e qualche tweak minore per renderle più in linea con la nuova filosofia di design. Non è stato un anno che ha portato grossi cambiamenti, quindi; non sui dispositivi più vecchi, dato che le novità più importanti sono riservate al nuovo iPhone 6s che sfrutta lo schermo 3D touch per aggiungere un ulteriore metodo di interazione basato sulla pressione esercitata sul display; in ogni caso siamo di fronte ad un ottimo sistema operativo che continua ad evolversi con costanza e le vendite in aumento certificano la bontà di un progetto che piaccia o no, risulta essere ancora molto amato tra il pubblico.